JOHAN NIEUWBORG (DIEST '€“ BELGIO 29-01-1970) Utilizzare materiali di recupero, conchiglie, sassi, vetri, bottoni, fil di ferro, rame e quant'€™altro, al fine di realizzare giocattoli è quanto riesce a fare questo artista belga. Recuperati i materiali più disparati, osservando le diverse sfaccettature e pensando ad un oggetto dalle forme composte, Johan riesce a realizzare delle sculture, non troppo piccole, che proprio per il loro assemblaggio restituiscono forme di insetti grotteschi, a metà cioè tra lo spaventoso ed il comico. E'€™ nello stupore di scoprire tutti i materiali utilizzati che scaturisce il meraviglioso. Guardando questi strani invertebrati viene da pensare che l'€™artista sia una sorta di pifferaio magico che li ha attirati a sé. Ecco allora svelarsi a poco a poco l'€™universo ludico di cui questo autore si nutre. Immagini buffe o spaventose, esseri teneri o terribili che popolano la sua fantasia e che realizzati materialmente possono finalmente abitare le sue stanze da gioco. Le stanze della memoria e del sogno, ma soprattutto della speranza dove ogni cosa, anche la più inverosimile, può esistere, dialogare, trasmettere messaggi. '€œIl meraviglioso può scaturire anche dall'€™incontro di un ombrello e di una macchina da cucire su un tavolo anatomico'€ recitava Isidore Ducasse conte di Lautrémont negli Cants de maldoror, un secolo e mezzo fa. Ciò significa che il bello in senso estetico può nascere anche dal paradosso e dall'€™assurdo purché si giustifichi in un senso sublime e si faccia testimone di un'€™operazione concettuale. Nori Zandomenego JOHAN NIEUWBORG (DIEST '€“ BELGIUM 29-01-1970 ) To use recycled materials, shells, stones, glass, buttons, wire, copper, and much more, to create toys is what this Belgian artist succeeds in doing. The most disparate materials recycled, observing the diverse facets and thinking about an object of compound forms, Johan succeeds in creating sculptures, not too small, that because of their assembly give back forms of grotesque insects, halfway that is between the fearsome and the comic. It is in the awe of discovering all the materials used that the wonderful breaks out. Looking at these strange invertebrates we begin to think that the artist is some magic flute player that has attracted them to himself. And there we have the ludic universe from which this artist feeds unveil itself little by little. Funny or frightening images, tender or terrible beings that populate his fantasy and that materially created can finally live in his playrooms. The rooms of memory and dreams, but mostly of hope where anything, even the most unlikely, can exist, discuss, send messages. '€œThe marvelous can flow also from the encounter of an umbrella and a sewing machine on an anatomic table'€ recited Isidore Ducasse, count of Lautrémont in the Cants de maldoror, a century and a half ago. That means that the beautiful in an esthetic sense can be born also from the paradox and from the absurd as long as it justifies itself in a sublime sense and makes itself a witness of a conceptual operation. Nori Zandomenego